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tattoo temple

«Tatuarsi non è un gesto banale: l’irrevocabilità dell’atto, la fuoriuscita del sangue, la presenza del dolore ci fanno assaporare ritualità arcaiche e profonde».
 

Esistono luoghi nascosti lungo le vie della città, piccoli templi celati sotto qualche serranda spesso abbassata. In via Solferino ci sono passata tante volte, mentre giravo per riprendere i portici o per raggiungere qualche bar. Mi guardavo continuamente attorno ma non me ne ero mai accorta, non lo sapevo. Non sapevo che lì avrei avuto l'occasione di conoscere Marco Pisa, uno dei padri costituenti della cultura del tatuaggi in Italia, e addirittura fotografarlo. Due chiacchere, qualche sigaretta e l'emozione iniziale è iniziata a sfumare tra scatti, aneddoti e memorie. Forse anche qualche leggenda. Ma è pur sempre un tempio, quello in via Solferino 15.

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