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rovina studio

L’emergenza coronavirus ha costretto numerosi giovani artisti a congelare temporaneamente i propri progetti, annullare spostamenti, ripensare al proprio percorso. Tra questi c’è anche Pietro, che durante il lockdown ha deciso di condensare i propri sforzi per costruire uno spazio creativo. Si tratta di un capannone, nato come deposito di sale, trasformato in luogo sociale capace di concretizzare stimoli e ospitare sinergie differenti.
Un grembo materno dove evolversi e dare vita a pratiche di condivisione.

Lo spazio viene raccontato attraverso suggestioni visive che attraversano oggetti di uso quotidiano, installazioni artistiche e momenti di lavoro.
Le atmosfere cromatiche e luminose percorrono le immagini creando un filo rosso che ci riporta ad un contrappunto finale, il ritratto di chi ha saputo cogliere la pandemia come occasione per riconvertire luoghi in disuso e dare vita a nuove realtà.

Progetto realizzato all’interno del corso di alta formazione in reportage foto e video organizzato dalla fondazione Cineteca di Bologna in collaborazione con la regione Emilia Romagna

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